No Rain - Blind Melon (1993)
All I can say is that my life is pretty plain
I like watchin' the puddles gather rain
And all I can do is just pour some tea for two
and speak my point of view
But it's not sane, It's not sane
I just want some one to say to me
I'll always be there when you wake
Ya know I'd like to keep my cheeks dry today
So stay with me and I'll have it made
And I don't understand why I sleep all day
And I start to complain that there's no rain
And all I can do is read a book to stay awake
And it rips my life away, but it's a great escape
escape......escape......escape......
All I can say is that my life is pretty plain
ya don't like my point of view
ya think I'm insane
Its not sane......it's not sane
Questo timido sole, questa luce, questo mattino di una insolita bellezza, li dedico a Sandraus.
Perchè sì. Perchè mi va.
[E perchè il titolo, in fondo, parla un po' da sè
]
Hair - The Musical (1968)
Oggi sono stata così apostrofata:
“Ahò, nun se direbbe che te magni er minestrone!”
Io, per tutta risposta, mi sono scofanata circa 7 metri quadri di pizza.
Ma non finisce qui. Mi è stato altresì detto che forse il mio culo è di dimensioni, ahimè, considerevoli.
Ne ero consapevole, ho incassato e in mia difesa ho anche sostenuto la tesi che andrò di seguito ad enunciare:
“Dipende da come lo porti, il culo. Se tu ne vai fiera (e io modestamente …NE ANDAI), il suddetto c’ha il suo maledetto perché. Se tu non ne vai fiera, si vede (e ti deprime).
La chiappa generosa va portata con orgoglio. Non è da tutti, eh!”
Ragazzi, mi sento così fiera che mi catapulterei dalla finestra (sperando di passarci…)
Augh.
E oggi i topi ballano. Ballano la macarena, la mazurca, il fox-trot e la tarantella.
Assaporo momenti di rara tranquillità.
Le ore liquide, scorrono tra una telefonata e un caffè. Una chiacchiera, 2 fotocopie, un’occhiata all’elenco delle cose da fare – indifferente. Nulla a che vedere con le giornate compresse ed elettriche che conosciamo quaggiù.
Ho un faldone stracolmo di carte da sistemare che mi guarda minaccioso. Non ho intenzione di occuparmi di lui per tuuuuuuuuuuutto il giorno. Figuriamoci se ho voglia di ordinare le idee. Umpf. Non ci penso proprio.
Gironzolo su internet, ascolto la MIA musica, scarabocchio, gioco con PhotoshoP. E per mettere a posto la coscienza che rimorde, fingo di prendere appunti, memo per un futuro di maggiore e irrinunciabile zelo.
Vorrei sistemare su questa sedia, al mio posto, un fantoccio. Un bel pupazzo paffuto e di nero vestito, con i tacchi e il sorriso e…fuggire.
E invece…uff. Aspetto.
e aspetto, aspetto, aspetto...
[La mia colonna sonora, oggi:
Linger - Cranberries (1993)]
Ho già parlato delle doti sensitive di MyMum?
Paremmi di sì, l’ho fatto qui sul blogo, qualche tempo fa.
MyMum è davvero sensitiva. E c’ha un cuore grande così. E un cervello che è grande di più. E un intuito felino e veloce. Insomma, il quadretto è chiaro, no?
MyMum, la Signora, non è schiava dei fornelli, ma le è bastato applicarsi un po’ e diventare senza dubbio la Regina Della Cucina. E per lo stesso strano principio, lei che non ha mai amato la tecnologia, all’occorrenza la usa, e adesso manda sms.
Eh sì, scoperta la tecnologia, se ne serve in maniera speciale e disinvolta, così.
E io ve li farei leggere i messaggini che mi manda, proprio lo farei, perché sono come le frasi del saggio cinese trovati nei biscottini, le piccole semplici parole dei monaci zen, le riflessioni illuminanti dello stratega d’altri tempi.
Ho detto a MyMum che non sono pazza, che può stare tranquilla.
E MyMum mi ha risposto che è sicuro che non lo sono, ma irrequieta e incontentabile sì.
Ho incassato.
Ho chiesto a MyMum se avrei dovuto spararmi, allora. “Chettedevofà se ‘sta testa va per conto suo???” [ometto per semplicità il contesto nel quale si svolgeva la conversazione, nonché l’argomento della questione stessa]
E MyMum me l’ha piazzata lì, con candore: “accontentati e vedi la parte buona di ogni situazione”. Tiè, via sms.
Altro che tvtb, cicci-cicci, mi manki e du-du-du.
Altro che copriti bene e non prendere freddo e non fare tardi.
Altro che tanti baci e buonanotte.
Ma pure, semplici (e brutali) verità.
[A proposito del titolo, non era altro che questo:
Some girls are bigger then others - The Smiths (1985)]
Non so, avevo maturato un germoglio di post e invece mi è morto alle porte del pensiero cosciente. Un bocciolo è stato stroncato prima di poter vedere la luce.
Forse perchè non ho granchè da dire.
Forse perchè quando qualcuno riemerge dal passato ritorna con la furia di un ciclone e lascia lo stesso scenario apocalittico da dopo-bombardamento che lasciava quando era pienamente presente e... primo.
Uffa, che palle.
Mi sembra di avere solo passato. Nient'altro che ricordi.
Nel frattempo, sono nella tempesta.
No, lo dico, nel caso non si fosse capito. E questo bel tizzone rovente che ho tra le mani è mio e solo mio, e mi toglie il sonno e il sorriso. Ed è maledettamente serio.
"...Non ho difese ma, ho scelto di essere libera..."
[
Luce (e tramonti a Nord-Est) - Elisa, 2001]
I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sleep alone
Sweep the streets I used to own
Ho sognato le mie amiche più care. Rassicuranti.
Ho sognato di avere un cranio pelato, capelli radi a chiazze e pelle lucida sotto. E mi sono spaventata.
Ho sognato tante cose, stanotte, e ora non le ricordo più. Avrei voluto trattenerle.
Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?
Sono un concentrato, un groviglio di echi di battaglia e voci di guerra.
Capelli neri come inchiostro, come una macchia sul cuscino.
E cento, mille chitarre elettriche nella testa.
La pace non abita qui.
I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter won't call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
(
Viva La Vida - Coldplay 2008)
C’è un album dei Cure che si chiama “Disintegration”, uno dei più belli. Da ascoltare a luci spente, anzi no, al buio più totale e col volume così alto da far soffrire le stesse case, i vetri delle finestre e le orecchie.
Ecco, quando torno a quell’album lì, beh. C’è di che sospirare.
La mia fase distruttiva, ciclicamente, ritorna. Per fare terra bruciata, pulire intorno, levigare le superfici, eliminare fastidiose discromie, note stonate e tutte le irregolarità. E ricostruire da lì.
Ho fatto confusione, generando disordine intorno, e dentro. Riempivo vuoti, ma per istanti brevissimi. Quello che mi rimane è poco. Poco di tanto. Frammenti di 1000 vasi rotti.
La stanza è ingombra di pezzi colorati di ogni forma e dimensione. Adesso rivoglio la mia stanza pulita. E tutti i pezzi, tutti i vasi colorati che furono, in un angolo, nascosti. Custoditi là in fondo, dove io possa non vederli per un po’. E invece adesso sono dovunque, sparsi sul pavimento e tutto questo brillare e luccicare a volte mi attira ancora, oscurandomi la vista per un po’.
Fase distruttiva di ritorno, dunque. Marea che pulisce il litorale. Che cancella laddove io possa ricostruire, finalmente.
Nel frattempo mi puntello alle pareti del mondo con le mani, con i piedi, con le unghie e con la punta del naso, per non cadere.
Ogni volta che la ascolto, mi rimbalza violenta sulla faccia e nelle orecchie, diritta fino al cuore.
Era il simbolo del mio amore assoluto (il nostro), il tempio delle nostre cose preziose, l'inno, il manifesto, l'unico. The one, and only song.
Ed è per questo, che ogni volta che la ascolto, qualcosa dentro si muove e non è inusuale, se qualche lacrima viene giù. [Anche nel petto dei cinici batte un cuore, o forse più d'uno, chi lo sa...]
One - U2 (1992)
..............
Did I ask too much
More than a lot
You gave me nothing
Now it's all I got
We're one
But we're not the same
Well we
Hurt each other
Then we do it again
You say
Love is a temple
Love a higher law
Love is a temple
Love the higher law
You ask me to enter
But then you make me crawl
And I can't be holding on
To what you got
When all you got is hurt
.................
Ogni volta.
Black and Gold - Sam Sparro (2008)
...
’cause if you’re not really here
then the stars don’t even matter
now I’m filled to the top with fear
but it’s all just a bunch of matter
’cause if you’re not really here
then i don’t want to be either
i wanna be next to you
black and gold
black and gold
black and gold
i looked up into the gray sky
and see a thousand eyes staring back
and all around these golden beacons
i see nothing but black...
....