LIFE IS not EASY at all

ovvero: il manifesto del fanca-cinismo
venerdì, 14 agosto 2009

Ma sai che c'è?

 

C'è che parto.

Parto.

Partoooooooooooooo.

E tanti saluti.

Mangiare, dormire, guardare il cielo e il mare e l'erba verde e fare all'ammmmore.

E ancora guardare e osservare e scoprire luoghi insoliti.

I luoghi della mente, sia chiaro, quelli che mai prima erano stati esplorati.

I cambiamenti, quelli veri, poche volte sono evidenti. Molto più spesso, passano inosservati...ma sono, invece, profondi e radicali.

In questi giorni di calma apparente, è in atto una rivoluzione.

Il mondo si ribalta e io sorrido. E vado in vacanza.

Ciao ciao.

postato da: clauu alle ore 11:50 | link | commenti | commenti
categorie: aria di cazzeggio
martedì, 04 agosto 2009

Il giorno dell'Ispirazione

Capita che non scrivi per un po’, perché la vita scorre così velocemente da non lasciare spazio per il pensiero lento e profondo, quello lascia il sedimento in fondo, quando le acque sono ferme da un po’.

Ma oggi è un giorno di quelli, in cui finalmente ci si può guardare dentro. La boccia di cristallo è limpida, il sedimento, sul fondo è (quasi) immobile come sabbia dorata.

E tu. Mi hai travolto.

Prima però, mi avevi abbracciato. E lo fai, ancora e sempre, con la stessa calda intensità.

E hai scaldato, ammorbidito, sciolto, blocchi di granito che abitavano in me. Polverizzati.

E adesso mi dici “cose”. Cose che mai più avrei immaginato di sentire. Cose che però tutte le orecchie vorrebbero sentire e che accarezzano l‘anima.

E fai progetti. E nel mio castello solitario, adesso, siamo in due. Domani chissà, saremo di più…

E corri, la faccia nel vento. E non hai paura.

E vivi, come se il nostro castello, nel vento e nella pioggia, fosse una fortezza, la più bella e la più preziosa. Indistruttibile.

E mi chiami per nome.

E ridi. E un attimo dopo mi guardi con due occhi grandi e profondi e del colore di mari lontani che somigliano al Paradiso.

E mi chiedi perché. Perché non premere col piede sull’acceleratore. Perché non bruciare quello che è già rovente. Perché non lasciare che i fatti seguano le parole che così naturalmente, sono cadute dalla nostra bocca. Ma erano gemme preziose, non semplici parole.

Mi chiedi di dare un nome e un sigillo a questo nodo tra me e te.

Non aver paura se i miei occhi, all’improvviso, si fanno grandi e liquidi. Se all’improvviso il guscio si richiude su di sé.

È soltanto un brivido. E vorrei che non finisse mai. Un brivido infinito e dolce.

postato da: clauu alle ore 18:34 | link | commenti (7) | commenti (7)
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