No, dico, che cosa aveva poi questa qui di così affascinante da vincere il trofeo di gnocca dell'anno (che fu), non l'ho ancora capito.
Io vorrei che lei sapesse, se non lo immagina già, che io per te, homo_pelatus, avrei donato un braccio, un rene, un pezzo del mio adorato tronco. Che ti ho dedicato notti di gioia e di lacrime, che ho mangiato nel piatto dove mangiavi tu e dormito nel letto dove dormivi tu, condiviso giornate, notti, libri, lettere, asciugamani, treni e pagine di una storia che è finita poi alle fiamme e alle ortiche e forse ha lasciato il segno (no: solco) che più di molti è risultato, ahimè, degno di nota in questa strana vita.
Santapace. Ho fatto così: recuperai, non senza uno struggente sentimento di masochismo e spregevole autocommiserazione, nell'ordine,
Uno strazio. Catartico però, non c'è che dire.
Ignobile e meschino pure, visto che per fare ciò, violai l'accesso della tua dannatissima mail che è la stessa dei tempi dell'Unità d'Italia, praticamente. E pure la password è la stessa. (Tiè.) Vuoi che non lo sappia?
Faccio quella dal sorriso sornione, faccio quella che la sa lunga, quella sana e corretta come la dieta di Miss Italia e poi? Mi stacco, senza pensarci, un pezzo di cuore e lo faccio a fettine come un macellaio, rileggendo quelli che ormai sono reperti storici, anzi no: archeologici.
Perchè?
Eh, perchè. Perchè quando il capo non c'è la mente frulla via da sola e se ne frega se ha ben altri pensieri da macinare con urgenza e pure zitta&mosca. Allora vola, fa due saltelli, si posa INVARIABILMENTE su qualcuno/qualcosa che non è proprio il caso di prendere in considerazione (!), sbuffa un po' e talvolta (diciamo con cadenza semestrale, ecco) ritorna a fare capolino nel baule della memoria, tutto impolverato. E ti fa di 'sti scherzetti.
Ma io sono come Maaaaaaaaaaaaazinga. E ormai 'ste cose qui "m'arimbarzano" addosso.
Se fossi stata un tempo così allegramente disillusa...io a quello lì (che ora è un po' pelato) lo avrei schiacciato come un moscerino. Ovviamente, dopo avergli donato un rene o, che so, un trapianto di capelli se me lo avesse chiesto.
In pratica gli ho donato molto di più, eh, ma fa nulla.
Dicono che arricchisca. Mah, sarà.
Evviva la pizza bianca. E pure la pizza rustica del forno_che_so_io. Col salame, alle 11.00 di mattina.
Yum!
Non so, avevo maturato un germoglio di post e invece mi è morto alle porte del pensiero cosciente. Un bocciolo è stato stroncato prima di poter vedere la luce.
Forse perchè non ho granchè da dire.
Forse perchè quando qualcuno riemerge dal passato ritorna con la furia di un ciclone e lascia lo stesso scenario apocalittico da dopo-bombardamento che lasciava quando era pienamente presente e... primo.
Uffa, che palle.
Mi sembra di avere solo passato. Nient'altro che ricordi.
Nel frattempo, sono nella tempesta.
No, lo dico, nel caso non si fosse capito. E questo bel tizzone rovente che ho tra le mani è mio e solo mio, e mi toglie il sonno e il sorriso. Ed è maledettamente serio.
"...Non ho difese ma, ho scelto di essere libera..."
[
Luce (e tramonti a Nord-Est) - Elisa, 2001]
Qui dalla regia mi si dice che faccio le frasi complicate.
“Tu fai le frasi complicate. E invece no: SOGGETTO – PREDICATO – COMPLEMENTO. Stop. L’uomo (leggasi: il maschio) è un animale semplice, eh! Macchettedevodittutto???”
E allora io: “Uhm. Sarà.”
E mi sono applicata.
Esempio: “Da me alle 20.00” e non "Che ne dici se ci vedessimo in un posticino tranquillo verso sera...?".
Riformulo: “Ci vediamo da me alle 20.00”, oppure, “Presentati a casa mia alle 20.00”, ovvero, altrettanto efficace “Tu a casa mia alle 8 (di sera)”.
Insomma, mi si dice che sono contorta come una radice d’albero.
Il fatto è, che frasi contorte nascondono pensieri contorti, ahimè.
Ma cosa c’è di più bello e poetico di un pensiero velato o appena accennato, frasi balbettate, richieste sussurrate? Occhi che, quando si pronunciano parole che scottano, ammiccano maliziosi? Ciglia che sbattono come piume di pavone?
Che c’è di più bello?? C’è, ad esempio, un bel: “SEI UNO STR***O”, così, semplice diretto, un classico sempre attuale, oppure, “TU SEI UN GRANDE SRT***O”, o anche, “TU SEI UN GRANDISSIMO PEZZO DI STR***O” [perché una signorina come me certe cose non le dice, ecco, le pensa e basta].
Secondo me, frasi così, l’uomo (che come si diceva è un animale semplice – i.e. primitivo - ) le capisce eccome. Altrochè.
E io mi sono applicata.
[Non è colpa mia, è Marte nel segno, eh]
I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sleep alone
Sweep the streets I used to own
Ho sognato le mie amiche più care. Rassicuranti.
Ho sognato di avere un cranio pelato, capelli radi a chiazze e pelle lucida sotto. E mi sono spaventata.
Ho sognato tante cose, stanotte, e ora non le ricordo più. Avrei voluto trattenerle.
Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?
Sono un concentrato, un groviglio di echi di battaglia e voci di guerra.
Capelli neri come inchiostro, come una macchia sul cuscino.
E cento, mille chitarre elettriche nella testa.
La pace non abita qui.
I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter won't call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
(
Viva La Vida - Coldplay 2008)
Anche se, a mia insaputa, improvvisamente, hai tirato su l’asticella e mo’ mi tocca saltare con il doppio dello sforzo, sei gestibile.
Pure se sei paranoico e malato, per tutto quello che riguarda le più ridicole inezie, cose veramente di poco conto, sei gestibile.
Pure se spari ai moscerini, fiero come Rambo, quando hai interi elefanti che ti schiacciano la testa, sei gestibile.
In fondo sei un timido. Buono, no. Pochi lo sono. Ma un po’ insicuro sì.
E quindi sei gestibile, perché anche se io non sono un tritasassi, posso essere una goccia cinese, un lento inesorabile pistone idraulico e volendo arriverò a fine corsa. E avrò raggiunto il mio obiettivo.
E non mi si dica che sono indolente, volubile e matta come un gatto. Perché ho messo proprio QUESTO al primo posto. E lo vedo bene, il mio obiettivo, il puntino sulla mappa al quale voglio arrivare.
Ci piazzerò una bella bandierina, su quel puntino e quel giorno mi berrò un bel bicchiere di vino rosso alla tua salute. E alla mia, diosanto.
M’hanno fatto di Luglio, ma forse sono di Aprile, dentro. [e chi vuole capire, capisca]
Avevo un bellissimo. Splendido, scintillante BUON UMORE stamattina.
Canticchiavo e cinguettavo come un usignolo (guarda un po’), senza alcun motivo apparente.
E grazie a TE è diventato improvvisamente grigio, grigio antracite, tendente al nero.
Guarda, facciamo che io oggi proverò a farmi scivolare tutto addosso, come se avessi una guaina di plasticona spessa due dita addosso, una sorta di impermeabile contro la tua imperitura, sgradevole arroganza, contro la tua insofferenza, contro la tua odiosa ignoranza, contro il tuo sfacciato maschilismo e la tua finta educazione.
Eccheccacchio. (Con 6 c)

...well, you'll better hide away, honey.
E ci ho il cuore rattrappito.
E....no, non lo voglio sapere di che segno sei.
Insomma, scintille vere.