LIFE IS not EASY at all

ovvero: il manifesto del fanca-cinismo
venerdì, 30 gennaio 2009

E poi dice che rimesto nel torbido, io

No, dico, che cosa aveva poi questa qui di così affascinante da vincere il trofeo di gnocca dell'anno (che fu), non l'ho ancora capito.

Io vorrei che lei sapesse, se non lo immagina già, che io per te, homo_pelatus, avrei donato un braccio, un rene, un pezzo del mio adorato tronco. Che ti ho dedicato notti di gioia e di lacrime, che ho mangiato nel piatto dove mangiavi tu e dormito nel letto dove dormivi tu, condiviso giornate, notti, libri, lettere, asciugamani, treni e pagine di una storia che è finita poi alle fiamme e alle ortiche e forse ha lasciato il segno (no: solco) che più di molti è risultato, ahimè, degno di nota in questa strana vita.

Santapace. Ho fatto così: recuperai, non senza uno struggente sentimento di masochismo e spregevole autocommiserazione, nell'ordine,  

  • le lettere che io ti inviai,
  • che tu mi inviasti (poverine, se comparate alle prime),
  • che Lei inviò a te
  • che tu inviasti a Lei.

Uno strazio. Catartico però, non c'è che dire.

Ignobile e meschino pure, visto che per fare ciò, violai l'accesso della tua dannatissima mail che è la stessa dei tempi dell'Unità d'Italia, praticamente. E pure la password è la stessa. (Tiè.) Vuoi che non lo sappia?

Faccio quella dal sorriso sornione, faccio quella che la sa lunga, quella sana e corretta come la dieta di Miss Italia e poi? Mi stacco, senza pensarci, un pezzo di cuore e lo faccio a fettine come un macellaio, rileggendo quelli che ormai sono reperti storici, anzi no: archeologici.

Perchè?

Eh, perchè. Perchè quando il capo non c'è la mente frulla via da sola e se ne frega se ha ben altri pensieri da macinare con urgenza e pure zitta&mosca. Allora vola, fa due saltelli, si posa INVARIABILMENTE su qualcuno/qualcosa che non è proprio il caso di prendere in considerazione (!), sbuffa un po' e talvolta (diciamo con cadenza semestrale, ecco) ritorna a fare capolino nel baule della memoria, tutto impolverato. E ti fa di 'sti scherzetti.

Ma io sono come Maaaaaaaaaaaaazinga. E ormai 'ste cose qui "m'arimbarzano" addosso.

Se fossi stata un tempo così allegramente disillusa...io a quello lì (che ora è un po' pelato) lo avrei schiacciato come un moscerino. Ovviamente, dopo avergli donato un rene o, che so, un trapianto di capelli se me lo avesse chiesto.

In pratica gli ho donato molto di più, eh, ma fa nulla.

Dicono che arricchisca. Mah, sarà.

Evviva la pizza bianca. E pure la pizza rustica del forno_che_so_io. Col salame, alle 11.00 di mattina.

Yum!

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categorie: aria di cazzeggio
mercoledì, 28 gennaio 2009

Poco presente, poco futuro.

Non so, avevo maturato un germoglio di post e invece mi è morto alle porte del pensiero cosciente. Un bocciolo è stato stroncato prima di poter vedere la luce.

Forse perchè non ho granchè da dire.

Forse perchè quando qualcuno riemerge dal passato ritorna con la furia di un ciclone e lascia lo stesso scenario apocalittico da dopo-bombardamento che lasciava quando era pienamente presente e... primo.

Uffa, che palle.

Mi sembra di avere solo passato. Nient'altro che ricordi.

Nel frattempo, sono nella tempesta.

No, lo dico, nel caso non si fosse capito. E questo bel tizzone rovente che ho tra le mani è mio e solo mio, e mi toglie il sonno e il sorriso. Ed è maledettamente serio.

"...Non ho difese ma, ho scelto di essere libera..."

[ Luce (e tramonti a Nord-Est) - Elisa, 2001]

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giovedì, 22 gennaio 2009

Lezioni di semplicità

Qui dalla regia mi si dice che faccio le frasi complicate.

“Tu fai le frasi complicate. E invece no: SOGGETTO – PREDICATO – COMPLEMENTO. Stop. L’uomo (leggasi: il maschio) è un animale semplice, eh! Macchettedevodittutto???”

E allora io: “Uhm. Sarà.”

E mi sono applicata.

Esempio: “Da me alle 20.00” e non "Che ne dici se ci vedessimo in un posticino tranquillo verso sera...?".

Riformulo: “Ci vediamo da me alle 20.00”, oppure, “Presentati a casa mia alle 20.00”, ovvero, altrettanto efficace “Tu a casa mia alle 8 (di sera)”.

Insomma, mi si dice che sono contorta come una radice d’albero.

Il fatto è, che frasi contorte nascondono pensieri contorti, ahimè.

Ma cosa c’è di più bello e poetico di un pensiero velato o appena accennato, frasi balbettate, richieste sussurrate? Occhi che, quando si pronunciano parole che scottano, ammiccano maliziosi? Ciglia che sbattono come piume di pavone?

Che c’è di più bello?? C’è, ad esempio, un bel:  “SEI UNO STR***O”, così, semplice diretto, un classico sempre attuale, oppure, “TU SEI UN GRANDE SRT***O”, o anche, “TU SEI UN GRANDISSIMO PEZZO DI STR***O” [perché una signorina come me certe cose non le dice, ecco, le pensa e basta].

Secondo me, frasi così, l’uomo (che come si diceva è un animale semplice – i.e. primitivo - ) le capisce eccome. Altrochè.

E io mi sono applicata.

[Non è colpa mia, è Marte nel segno, eh]

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categorie: a ruota libera, veleno
martedì, 20 gennaio 2009

Nulla è casuale, tutto è casuale. E capita.

I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sleep alone
Sweep the streets I used to own

Ho sognato le mie amiche più care. Rassicuranti.

Ho sognato di avere un cranio pelato, capelli radi a chiazze e pelle lucida sotto. E mi sono spaventata.

Ho sognato tante cose, stanotte, e ora non le ricordo più. Avrei voluto trattenerle.

Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?

Sono un concentrato, un groviglio di echi di battaglia e voci di guerra.

Capelli neri come inchiostro, come una macchia sul cuscino.

E cento, mille chitarre elettriche nella testa.

La pace non abita qui.

I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror, my sword and shield
My missionaries in a foreign field

For some reason I can't explain
I know Saint Peter won't call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world

 ( Viva La Vida - Coldplay 2008)

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categorie: a ruota libera, all my music so far
mercoledì, 14 gennaio 2009

Gestibile, francamente gestibile.

Anche se, a mia insaputa, improvvisamente, hai tirato su l’asticella e mo’ mi tocca saltare con il doppio dello sforzo, sei gestibile.

Pure se sei paranoico e malato, per tutto quello che riguarda le più ridicole inezie, cose veramente di poco conto, sei gestibile.

Pure se spari ai moscerini, fiero come Rambo,  quando hai interi elefanti che ti schiacciano la testa, sei gestibile.

In fondo sei un timido. Buono, no. Pochi lo sono. Ma un po’ insicuro sì.

E quindi sei gestibile, perché anche se io non sono un tritasassi, posso essere una goccia cinese, un lento inesorabile pistone idraulico e volendo arriverò a fine corsa. E avrò raggiunto il mio obiettivo.

E non mi si dica che sono indolente, volubile e matta come un gatto. Perché ho messo proprio QUESTO al primo posto. E lo vedo bene, il mio obiettivo, il puntino sulla mappa al quale voglio arrivare.

Ci piazzerò una bella bandierina, su quel puntino e quel giorno mi berrò un bel bicchiere di vino rosso alla tua salute. E alla mia, diosanto.

M’hanno fatto di Luglio, ma forse sono di Aprile, dentro.  [e chi vuole capire, capisca]

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categorie: a ruota libera
mercoledì, 14 gennaio 2009

Bocca mia, taci, per carità.

Avevo un bellissimo. Splendido, scintillante BUON UMORE stamattina.

Canticchiavo e cinguettavo come un usignolo (guarda un po’), senza alcun motivo apparente.

E grazie a TE è diventato improvvisamente grigio, grigio antracite, tendente al nero.

Guarda, facciamo che io oggi  proverò a farmi  scivolare tutto addosso, come se avessi una guaina di plasticona spessa due dita addosso, una sorta di impermeabile contro la tua imperitura, sgradevole arroganza, contro la tua insofferenza, contro la tua odiosa ignoranza, contro il tuo sfacciato maschilismo e la tua finta educazione.

Eccheccacchio. (Con 6 c)

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categorie: veleno
venerdì, 09 gennaio 2009

When Luxury Secretaries plan Riots...

...well, you'll better hide away, honey.

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categorie: questo sporco mondo
giovedì, 08 gennaio 2009

Piove

E ci ho il cuore rattrappito.

E....no, non lo voglio sapere di che segno sei.

 

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categorie: in blue
sabato, 03 gennaio 2009

Questione di Ascendenti

Ascendente Scimpanzè (Uh! Uh!).

Stamattina, un unico pensiero in testa, che fa parte della categoria "pensieri morbosi" e un po' sconci. Attizzati da un paio di sms, scritti forse sotto l'effetto dell'alcol. O forse no.
E' stato come soffiare sulla brace: sembrava spenta. "Sembrava", ho detto. Insomma, scintille vere.
Cedo, mi sa che cedo.

Ascendente Tapiro o al più Bradipo.

Aspetto che Giove esca finalmente dalla mia orbita, nella quale, pare, si trovi beatamente in opposizione causandomi non pochi grattacapi. E pure qualche kg di ciccia in più sul mio rinomato Bside. Io lo aspetto al varco 'sto Giove, guarda un po'.

Ascendente Licaone

Lugubre, ma non meno interessante. Animale poco incline alla vita sociale, a suo agio in ambienti umidi, in boschi spettrali. 
Mi infilo negli anfratti nascosti delle cose. Poco slancio e memoria a breve, brevissimo termine. Che gioia. Mi piacerebbe dimenticare anche quello che ho mangiato a colazione, poco fa. E rituffarmi nel mio mondo buio ed onirico per le prossime 117 ore.
Occhi tremendamente a loro agio nella notte nera come pece.

Non ho fumato nulla [n.d.r.]
 


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categorie: aria di cazzeggio
venerdì, 02 gennaio 2009

Qui si fa RESET.

Dicono che l'arrivo di un nuovo anno serva a cancellare e a buttare via tutto quello che di vecchio, logoro, un po' sbiadito o semplicemente ormai inutile ci si portava dietro da un po', così per consuetudine. Per paura, per noia... perchè "sì" e non "no".
E allora: la fatidica notte, magica, perchè davvero lo è. Capodanno.
Impossibile far finta di niente, rintanarsi sotto le coperte e aspettare che passi. E' un momento di rinnovamento, il simbolo "vero" del rinnovamento, per chi ci crede.
E io guarda caso, ho lasciato che scivolasse via senza far troppo rumore... et voilà! all'improvviso mi sono ritrovata a pensare lontano, a cambiare pelle per un po', a non soffermarmi ancora e sempre come in un noioso ciclo (in perenne ma sempre uguale movimento), sugli stessi pensieri, le stesse considerazioni, così tante volte ripetute da essere praticamente logore.
Ero un criceto che continuava a correre come un forsennato sulla sua ruotina di plastica, nella sua gabbietta di plastica. Adesso il criceto si è fermato, se non altro. E spera tanto di fare un buco nella gabbietta e correre via...Col pensiero è già così lontano...e sorride sornione. Finalmente rilassato, si asciuga il sudore dalla fronte, si gode il panorama che è verde  e blu e di tutti i colori dell'arcobaleno e si guarda intorno con i suoi occhietti curiosi.

A tutti quelli che si sentono criceti, e a tutti i leoni, ma pur sempre in gabbia, a tutti quelli che di gabbie non ne hanno e non hanno mai avute, alle farfalle, e alle crisalidi, ai tori, ai lombrichi e alle formiche, ai lupi..., alle bellissime creatute della notte, ai gatti e ai pesciolini, auguro un 2009 fatto di emozioni.
Io non chiedo altro.

Dimenticavo: la mia gabbietta è rosa. Anzi ERA rosa: l'ho distrutta a martellate.
postato da: clauu alle ore 17:27 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: a ruota libera