LIFE IS not EASY at all

ovvero: il manifesto del fanca-cinismo
martedì, 25 novembre 2008

Vita nel bunker

2 mesi. Sono passati 2-mesi-2 e qui la vita si fa dura un bel po'. Anelo a momenti di libertà, ore d'aria, sogno di fughe repentine e di corse verso mete esotiche, in orari umani.
Che so, un'ora di shopping prima di cena, una ceretta in libertà e senza l'ansia da fiato corto, due zompi in palestra. Cosucce così. E invece...BLINDATA.
Il titolo dunque sarebbe potuto essere: cronache dell'eterna insoddisfazione. La Principessa sul Pisello fa capolino ancora e sempre. Eppure, ci ho il dubbio che malgrado giove, plutone, saturno, marte e tutti i pianeti nel segno (che madonnamia, che bel cielo), io stia tirando la corda un bel po'. E se 'sto cavolo di dolore alla spalla non passa ed è come una spina conficcata alla base del collo, una ragione ci sarà. Eh.
Si fa esercizio, training di ferro, scuola per giovani pantere, aspiranti macchine da guerra, senza sosta, senza momenti di stanchezza, senza bisogni fisiologici da soddisfare. Mangiare, bere, fare pipì: segnali inequivocabili di estrema debolezza, mai mostrarli; se ne fa a meno. L'abnegazione, la totale dedizione al lavoro prima di tutto. 
Ragazzi, ma io questa testa non è che la controllo granchè. Io non ce l'ho quadrata. Continua a galoppare e fare e disfare. E le briglie mi stanno strette, mi soffocano. E l'autorità mi opprime, mi fa venir voglia di rivoluzione. "Uh, cha ragazza dolce". Ma anche no, direi. Errato. Conclusione affrettata, apparenza ingannevole. Un cavallo imbizzarrito, un animale in gabbia, ecco come mi sento.
Lasciatemi scuotere la criniera ancora un po', e nitrire e far rumore di zoccoli. Domani mi aspetta un'altra giornata in silenzio, briglie allacciate, spazi chiusi. Per ore.
postato da: clauu alle ore 23:20 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: a ruota libera, veleno
giovedì, 20 novembre 2008

Questo non è un post

Macchie di caffè sui disegni, post-it rosa, telefoni che squillano, segretarie di lusso, ingegneri di cartone, rassegna stampa, numeri in fila indiana, pennarelli lucidi. Ore di vita e ancora foto e biglietti aerei e regali di natale.

“Ce la posso fare?”

“Ce la posso fare.”

“Per quanto tempo ancora?”

“Boh.”

Mi piacciono i separatori di cartoncino colorato. Mi piace la cancelleria di lusso e la mia sedia presidenziale.

Adesso ho gli occhi pesanti e il torcicollo. Vorrei farmi una doccia.

Insomma, non è un post. È una palla. Anzi: la blogo-palla che ritorna. Uff.

postato da: clauu alle ore 18:30 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: a ruota libera
venerdì, 14 novembre 2008

Guarda che mi tocca scrivere, quando c'ho lo slancio creativo

Guarda un po’ i casi della vita:

ti si ripete che stai troppo sul piedistallo, che madonnamia, ma che pretendi, provi a scendere... e non ti calcolano. Peggio: li sorprendi al punto da spaventarli. E se ne vanno… Prendono distanze immediate, che hanno il sapore della cautela e dello sconcerto, ahimè.

Ragazzi, non la voglio buttare sul sentimentale: qui non si tratta di “uomini” (sesso maschile) ma di “umanità”. In sostanza, di tutti. È statistica, di solito va così.

Io ne so qualcosa, di piedistalli. Però sono diretta e quando non parlano le mie parole, lo fanno gli occhi, capaci di fiamme come di sorrisi infiniti.

In sostanza: se mi stai sulle balle, se mi dai prurito, se mi fai calare la palpebra, se mi annoi come un trattato di filosofia, o peggio mi spaventi te lo dico. Non te lo manno a dì. Ecco.

Analogamente, se mi piaci, se mi incuriosisci, se mi intenerisci, se mi attiri, se mi stuzzichi o mi fai morir dal ridere,  se mi vien voglia di te, te lo dico (con le parole, con gli occhi, con i gesti). E ne sono capace, eh. Sono quella dei fuochi d'artificio, io.  Anche in questo caso, non te lo manno a dì.

Prendine atto, tesoro. E ti prego, fai lo stesso con me, se puoi.

E rispondimi, soprattutto. Rispondimi, chè faccio il fumo dalle orecchie, quando non lo fai.

postato da: clauu alle ore 12:23 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: a ruota libera
martedì, 11 novembre 2008

Cose che contano

Le vostre ferite sono le mie ferite, amiche mie.

Le sento bruciare e pulsare sulla mia pelle, che già è stata offesa e ha solo coperto le cicatrici con uno strato sottile di pelle rosa. Pulita.

Ma il vostro dolore, che è vergine e brucia come sale, è un ricordo che non si dimentica, non si cancella. Esiste, ancora e sempre, nella carne e nelle ossa. Nel sangue.

Ed è per questo, che non spenderò le mie parole di consolazione. Di vaga comprensione. Di compassione distaccata.

E' esattamente per questo che vi sono vicina. Non accanto, ma dentro, se questo vi sembra possibile.

Le vostre ferite sono le mie ferite.

Le vostre lacrime, le mie lacrime. Quelle versate, copiose e inarrestabili. E anche quelle che ho lasciato lì, sul bordo delle mie ciglia scure.

postato da: clauu alle ore 09:57 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: dedicated to
sabato, 08 novembre 2008

Me lo sono chiesto anch'io

Un genio

postato da: clauu alle ore 08:57 | link | commenti | commenti
categorie: veleno, questo sporco mondo
mercoledì, 05 novembre 2008

Time to believe

"I'm asking you to believe. Not just in my ability to bring about real change in Washington...I'm asking you to believe in yours"

 

Finalmente.

postato da: clauu alle ore 15:40 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: dedicated to
lunedì, 03 novembre 2008

Chi ha detto di me che sono dolce (e buona) si sbagliava.

Eh, no. Per favore non parlatemi di felicità, di famiglie che si allargano, di promesse per il futuro, di splendidi partner, meravigliosi ed affidabili. No cari miei, non si fa. E scusate la cattiveria, ma è una questione di autoconservazione, di sopravvivenza. E scusate (ancora e nuovamente) la mia imperdonabile cattiveria, ma io non sono pronta, non sono disponibile. Vi  chiuderò la porta in faccia e buonanotte.

Siete stati in tanti, oggi, a deliziarmi con zuccherose notizie di cuoricini gonfi d’amore e anzi GRAZIE per avermi fatta partecipe delle vostre gioie coniugali. VI ADORO PER QUESTO, gioisco per voi con ogni cellula del mio corpo e vi ringrazio perché mi fate complice e saggia consigliera delle vostre splendide avventure sentimentali, luccicanti come favole dorate.

Ma questo non è cinismo. Nooooo, signori non lo è. È solo ansia, banale ansia. No no, non è per giustificarmi, per carità. È per onore del vero. Si chiama onestà intellettuale, ecco. E poi mettiamoci quel po’ di bassa autocommiserazione, qualche lacrima di coccodrillo, e diciamolo pure un po’ di angoscia latente, che all’occorrenza si ripresenta come i peperoni a cena. L’orologio biologico comincia a fare un rumore assordante, che rimbomba nelle orecchie e non lascia respirare se ci si pensa un po’ di più.

E allora io mi rifiuto. Mi tappo le orecchie per non sentire le voci che mi ricordano tutte le occasioni perdute, i treni persi, le situazioni mancate. Non le voglio sentire. Dacchè sento che aldilà del libero arbitrio, alla base delle mie scelte, c’è qualcosa che mi sfugge e non dipende solo da me se i miei sogni si schiantano con violenza contro muri immaginari, infrangendosi senza pietà.

Non ditemi che sono cattiva.

Anzi sì.

postato da: clauu alle ore 17:09 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: a ruota libera, veleno