LIFE IS not EASY at all

ovvero: il manifesto del fanca-cinismo
martedì, 30 settembre 2008

Prove di nido

Niente paura, l'allarme rientra.
Clauu è sempre Clauu.
News dalla nuova vita: la vecchia routine ha lasciato il posto ad una nuova routine, che mi sorprendo ad osservare con prudenza e determinazione.

Detto questo; mi sarei fermata a comprare dei fiori, stasera. Un bel mazzo di fiori per me. Anzi no, mi sono cullata per un momento nel desiderio "romantico" di donare  quel gigantesco, spropositato,  sfacciatissimo mazzo di fiori, un gesto d'amore per l'amore che non c'è, per l'angelo immaginario dal quale mi piacerebbe tornare, ogni sera, e lasciarmi avvolgere e proteggere e stritolare senza pietà.
Insomma, ogni sera, tornando a casa quando è già buio da un bel po', faccio prove di nido, e  poi sento che i miei gesti d'amore,  le mie fantasie di castelli fatti di  pinnacoli alti, di mura robuste e stanze accoglienti, sono amaramente frustrate. Insomma, muoiono lì, dove per un attimo si erano materializzate. Puf!
[Ovviamente i Pycolins sono due piccoli angeli d'oro, sia chiaro]

Insomma, che male c'è? Che male c'è. Nessuno. C'è che è un peccato, un terribile spreco di risorse. Come una fonte d'acqua cristallina che qualcuno spreca o butta via; lentamente, inesorabilmente , a poco a poco quella fonte si prosciuga, fino a seccarsi. E le emozioni sembrano echi lontani e quello che serve è una bella scossa, un gesto eclatante, una esplosione emotiva per farla vivere di nuovo.
Sono stanca di dare. Arranco. Diosanto, che fatica. E mi scoccia un bel po', doverlo ammettere.

Anche adesso che la mia strada sembra brillare di mille luci e ho una vita nuova  fiammante da sfoggiare e da inventare,  immagino di tornare a casa, la sera, e comprare un bel mazzo di fiori.
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sabato, 27 settembre 2008

Consapevolezza

Sono una stronza.
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domenica, 21 settembre 2008

Proviamo a riemergere

Sì, proviamo a risalire la china, a ricomporre i pezzetti di questa povera schiena da ottantenne in un corpo da trentenne, a risistemare e ordinare valigie, scatoloni e ricordi. Tutto in un solo colpo.
Una settimana, quella appena trascorsa, fatta di addii pressocchè infiniti. Una cosa straziante a dir poco, conclusasi con un bel pianto collettivo, liberatorio quanto imbarazzante. Quello che mi lascio dietro le spalle è ben più grande e profondo di quanto potessi immaginare io stessa, che tendo a sottovalutare l'importanza, la forza di certi legami. Sembrano labili, ma sono d'acciaio.
Io sono la donna della memoria e del passato, non lo cancello, non lo dimentico e un po' lo sbircio da lontano, sempre, anche se sono proiettata in avanti come un razzo. E allora, l'effetto casa vuota, scatoloni in macchina, partenza sotto la pioggia, riconsegna di telefono, pc, chiavi, scrivania vuota MI DEVASTANO. In quei momenti l'effetto nostalgia canaglia, paradossalmente, pesa di più della voglia di ricominciare (domani, n.d.r.). Che rabbia.
E poi si riparte, pioggia battente, traffico delirante, quasi 400 km da macinare e si arriva. Ancora pioggia battente. E tonnellate di pacchi, valigie, borse, stracolme di cose che non immaginavo neanche di poter accumulare in 3 anni e invece riempiono ogni angolo di questa piccola casa. Ritorno, dopo 5 anni, e sono un'altra persona. E ho tante, troppe cose in più. Oggetti, ma anche ricordi, ferite, sicurezze, convinzioni, affetti, esperienza, dubbi. Cinismo, allevato come un cucciolo e ormai grandicello. And much more...
So che qualcuno di quelli che ho lasciato lassù e che ho salutato poco prima di partire, leggerà ancora queste pagine, come ha sempre fatto. Ebbene, sono qui, ma mi porto dentro tutto quanto di grande e profondo mi ha regalato. Spero di aver lasciato anch'io, qualcosa di me, che rimanga.
Scriverò ancora, delle strategie d'attacco per sistemare in pochi mq TROPPE cose. E di quanto tutto questo faccia ridere e piangere perchè è davvero contro le leggi della fisica, quello che sto cercando di fare. Scriverò del mio nuovo lavoro, dell'avventura che mi aspetta, delle facce nuove e della mia "vecchia" faccia, sempre la stessa.
Cambio pelle. Ma oggi no, è l'ultimo giorno della mia vecchia vita.
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domenica, 14 settembre 2008

Agli sgoccioli

Un astrologo veramente in gamba e senz'altro molto intuitivo mi ha pronosticato un periodo “a little sfighed” e allora, nella fortuna globale del momento, me lo piglio e aspetto che passi. Nel frattempo, non posso che dargli ragione: a parte aver inscatolato e spedito verso la Capitale già mezza tonnellata di ciarpame vario che occupava il mio nido romagnolo, aver assistito (nel senso di aver fatto l’assistente-valletta) un imbianchino d’eccezione (cioè Pa), aver fatto l’accoglienza alla nuova inquilina del suddetto nido, sono stata afflitta da un prevedibile mal di schiena e (come poteva mancare) un bel mal di testa coi fiocchi (nel senso che stavolta è stato anche completo di relativa vomitilla). Mi sento degnamente ripresa, ormai, perciò il mio week-end tecnico-organizzativo-preparatorio è stato completato (nell’ordine): da un paio di lavatrici, una sessione di stiraggio, il sole, la pioggia, “Il Tempo delle Mele” ;-), e tante tante struggenti considerazioni a proposito della imminente dipartita. Oddìo quanto ci sguazzo nelle situazioni patetiche (nel senso di piene di pathos, melense, struggenti, ecc..). Disgustosa, inguaribile romantica. Odio questa cosa, ma è così.

Insomma. L’addio mi riempie di mille pensieri, lo vivo come un “salto”. Questo sì, che è un bel cambiamento. Io lo chiamerei IL cambiamento. Come potrei viverlo senza neanche un briciolo di trepidazione? Senza pensare: il mio ultimo w-e qui, il mio ultimo pasto a mensa qui, il mio ultimo giro al mare qui, il mio ultimo aperitivo qui, il mio ultimo giorno di lavoro qui. La chiusura dei contatori, la restituzione delle chiavi, del pc, del telefono, il saluto, l’addio o almeno l’arrivederci a questo e quello…già, questo e Quello. Piuttosto deludente, devo dire. Ma sto per voltare pagina. E non ci penso su. Mi preparo agli ultimi gesti.

Chiuderò la porta alle mie spalle e via. Puf! Sparita.

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martedì, 09 settembre 2008

She's not me (she's MADONNA!)

Roma - Stadio Olimpico - 06 settembre 2008

Sticky and Sweet Tour

(Io c'ero!!)

La Regina indiscussa del pop ha colpito ancora. La Signora e Padrona di ogni sgallettata nata a cavallo tra gli anni '70 ed '80, e cresciuta  attaccando poster della suddetta nella quale compariva con improbabili paia di collant sdruciti, fiocchi di tulle, bracciali e accessori di plasticaccia e nero, tanto tanto nero, ci ha letteralmente DE-VA-STA-TI. Gesù, che show. Mi ritrovo con un ginocchio contuso (e perciò Contusa&Felice), la schiena indolenzita (a seguito di un volo d'angelo in braccio ai malcapitati della fila posteriore), la voce roca e l'adrenalina che scorre ancora copiosa nelle vene.

L'ottima compagnia composta dalla sottoscritta + Bucky + Satchel + Ilaria e Raffa è stata capace di affrontare con successo e somma soddisfazione ben 2-ore-2 di strilli, cantando OGNI SINGOLA PAROLA DI TUTTE le canzoni propinate e soprattutto ballando come una comitiva di indemoniate (sempre Viva Pigiamino ;-) ).

Sempre sia Lodata, Madonna.

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categorie: all my music so far, la sgallettata che è in me
venerdì, 05 settembre 2008

Le luci della ribalta

Non esageriamo però...lasciate che io mi goda i miei 10 secondi di celebrità:

su Glamour del mese di settembre ci sono io...con questo blog.

Accattatev'illo!

  

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categorie: velleità da scrittore
mercoledì, 03 settembre 2008

La notte è troppo lunga

E' un contenitore troppo grande, fatto di infiniti istanti scanditi con regolarità, per le mie poche poche ore di sonno (inquieto).

Il sonno inquieto è dei cervelli veloci.

Addendum: ma non sei stanca di vivere nella menzogna, nel sotterfugio, nell'ombra, come chi fugge e si nasconde da una vita? Hai dimenticato, ormai, quanto sia bella la luce del sole. (E non è dedicato a me, questa volta)

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categorie: a ruota libera
martedì, 02 settembre 2008

Che cosa non darei

  • per assistere dal vivo agli Eagles che cantano Hotel California, con tutto il loro assortimento di percussioni e chitarre. Potrei morire.
  • per avere un armadio grande come una stanza, dove tuffarmi tra milioni di paia di scarpe e centinaia di vestiti. Goduria immensa.
  • per vedere sulla sua faccia un briciolo di stupore, di timore, di panico, di ansia, di dispiacere, di di di...rammarico, di fretta, di voglia di recuperare il tempo perduto, sapendo che presto andrò via. Niente. Dio che rabbia. Secondo me lui lo sa (eccome se lo sa, il furbacchione) eppure non mi da soddisfazione neanche morto, mi fa schiattare ma non si scuce. Come gli viene beeeeeeeene. Lo odio.
  • per fare il trasloco in un battibaleno, a bordo di navetta spaziale, anzi no...col teletrasporto! Ovviamente, lo stesso (Mr. Teletrasporto) dovrebbe avere anche la grazia di sistemare e mettere in ordine la paccottiglia da me accumulata, non solo trasportarla...uff.
  • per smettere di cercare col lanternino personaggi che davvero non fanno per me, che nulla  mi offrono e poco mi lasciano, anche a fronte di sfacciate ed evidenti manifestazioni di interesse e anche più. Umpf, ingrati. Il destino vi aveva premiati, offrendovi cotanta grazia e voi ci sputate sopra così, senza ritegno. SCIUPONI! Immenso sdegno e somma indignazione.
  • Per non essere la solita SANTARELLINA, mariagoretti, brava ragazza dei miei stivali. Gesù, che condanna. E poi..santarellina a me!! Che se mi avvicino ad un'acquasantiera, l'acqua benedetta si mette a bollire! A me che ho venduto l'anima al Diavolo! Che disconosco ogni forma di autorità religiosa!! Che beffe mi riserva, 'sto ignobile destino.

Vi saluto, va'.

postato da: clauu alle ore 12:05 | link | commenti | commenti
categorie: a ruota libera, aria di cazzeggio