Il capello bianco è infido e bastardo. Nasce scuro (nel mio caso ad esempio, nasce scurissimo), dopodichè pian pianino, di nascosto, mostra la sua vera natura, schiarendosi senza troppo clamore e poi...puf! diventa bianco, ma bianco-bianco. E spesso. E contorto come fil di ferro. Gesù che rabbia.
Ieri ho bruciato una piccola comunità fatta di n.3 capelli bianchi molto prossimi tra loro, che facevano allegramente comunella sulla mia capocciona riccia, dando bella mostra di sè proprio in cima. Pensate. E io li ho estirpati senza pietà, annientati. E poi li ho osservati un bel po' prima di gettarli nel wc e scaricare l'acqua con malcelato sadismo. Erano BRUTTISSIMI e spessi e lunghi e prepotentemente BIANCHI. Sospetto che ricresceranno. Più cattivi di prima.
Altri grattacapi
Ma sì, scriviamo pure di capelli bianchi, o che so, di ciccia cadente o di abbronzatura a chiazze o di pedicure necessaria. Tanto per non scrivere di ben più serie sventure, ad esempio. Del fatto che ascoltando Roma Capoccia in radio, stamattina, ho fatto l'occhietto lucido e ci mancava poco che buttassi giù qualche lacrimozzo. Ovviamente l'ho cantata a squarciagola, in macchina (a finestrini chiusi però). Il regno del trash. Del fatto che prima di Roma Capoccia hanno messo in radio una versione spettacolare di Enjoy the Silence, che io venero, ma così, un po' elettronica (tipo Linkin' Park, per capirsi) era da paura. Del fatto che secondo me io divento più sensibile a questi "stimoli musicali" quando ho qualcos'altro che, in fondo, sollecita intensamente il mio sistema nervoso e mi scatena piccoli o grandi terremoti emotivi. E perciò, ascoltando alcune canzoni, vibro insieme a loro.
Beh, di carne al fuoco ce ne è un bel po' e allora tutto si spiega... Ma io (MARAMEO
), tra un paio di giorni veleggerò allegramente verso i lidi sardi. Questa volta, ho un biglietto di sola andata e STOP. Potrei non tornare, ad esempio. Un po' di monnezza ci sarà anche lì, no? 
Facciamo cambio? Io cedo, che so, un po' di scarpe, vestiti, cd (e kili su cosce&pancia, perchè no) in cambio di qualcosa che somiglia alla tranquillità...(pace, giammai! Un po' di calma però...). Si può fare? Eh??
Si parlava, qualche sera fa, su uno splendido terrazzo nel cuore di Roma di aspettative (quante) e poi di fragilità. Quelle che si mostrano e quelle che, invece, si nascondono, per paura, per pudore, per educazione, per orgoglio. Amiche mie, Fanchine adorate, io con voi ritrovo il mio centro, siete senza dubbio la mia base, alla quale tornare per guardare il mondo da un oblò nitido e pulito, dal quale i riferimenti e le coordinate del mondo laggiù non cambiano mai. La realtà è mobile e sfuggente, voi però, siete presenti e siete così. Sempre. E voi, le mie fragilità le conoscete già. Qualcuno pensava forse che io non ne avessi? Qualcuno si è fatto spaventare da questo sorriso ironico e sornione, da un po' di cinismo di facciata, dalla mia libertà, di parole, d'azione, o da domande sparate così, senza troppa riflessione, senza alcuna strategia diplomatica? Ragazzi, le "gatte morte" sono altro da me. Rispetto, per carità, ma giammai farò le fusa per apparire quella che non sono, giammai prenderò qualcuno con l'inganno, giammai condividerò il mio cammino con qualcuno a cui non piaccio davvero e che non muoia di risate e talvolta di estatico abbandono e di pace e di curiosità e di calore e di passione in mia presenza e che io non possa adorare e comprendere e ricoprire di baci e di carezze e andarne fiera e da cui sentirmi PROTETTA. Fragilità. Questa è la mia, non la nascondo.
Sogno una mano calda sulla mia che mi accompagni nel buio. E grandi spalle a proteggermi dal mondo.
Azz'.
"Sento che respiri forte in questa cornetta
...maledetta mi separa dalla tua bocca...
Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso, ancora il solito sesso..."

[
Max Gazzè - Il solito sesso - 2008]
...talvolta vengono soddisfatte et voilà! tutto si fa rosa e allora è bello abbandonarsi ad un po' di sana vanità, non troppa, quel tanto che basta a far sorridere un po' e cominciare la giornata come se si avesse un motore in più attaccato al sedere, per andare a propulsione come un razzo (un po' stanco, a dire il vero, ma allegro e sorridente
).
Devo ringraziare la redazione di una nota rivista per la sua intenzione di pubblicare (trattasi di carta stampata, siori, mica cavoli) qualcuno dei miei deliri, o anche incursioni nel meraviglioso groviglio della mia testa, o "blogo-pipponi", che dir si voglia...
Cari i miei, come non condividere con voi questi momenti di vita? Voi che mi avete seguito, letto e accompagnato fedelmente...? Chi avrebbe mai detto che le mie blogo-sfighe (ma anche no) avrebbero avuto cotanta risonanza?? E dài...
Ciaaaaaaaaao
...ho il tono lamentoso e rivendicativo, la polemica pronta, lo sguardo truce e la catena a terra. A mensa, mi sono accorta di non aver detto neanche un "ciao", in macchina non ho acceso la radio. Avevo (e ho) irrimediabilente gli angoli della bocca all'ingiù.
Ho la super-mamma spalmata all'ombra dei bianchi ombrelloni della mia spiaggetta preferita e mi duole trascurarla in nome di questo mondo spietato (e maschilista). Sensi di colpa a go-go e allo stesso tempo, desiderio di spaccare tutto con una mazza da baseball.
Ho la sensazione che, malgrado il tono rivendicativo, la sensazione di subire ingiustizie quotidianamente, io non sia adatta a chiedere per ottenere. Neanche ciò che è mio di diritto, e mi spetta. Poichè sono donna, la questione si complica un bel po' e c'è bisogno di fare un discreto esercizio di training autogeno per non sclerare (per poi sentirsi dire che sei, ad esempio, una gallina esaurita - mai successo, ma non si sa mai...). Ripeto dentro di me un mantra fatto di imprecazioni in tutti i dialetti che io conosca (anche vagamente). Sai che sinfonia.
Citerei come evento emblematico la giornata di ieri, data del mio infausto compleanno n°32 (tanto lo posso dire, dacchè non sono un'attrice, nè una valletta). Non scenderò nei dettagli delle mirabolanti vicende accadute ieri (h24, sia chiaro), ma sarebbero bastate a rendere chiunque idrofobo e aggressivo. Figurarsi me (che, mi si dice, sono un po' sanguigna, cioè mi incazzo). Figurarsi me, il giorno del mio compleanno, che porca paletta, è ancora e sempre una data che conta (per me). Se non altro non cambierà mai, finchè campo (ehm).
Insomma, che volevo dì? Mah, non so. (E due). Ad esempio, che per fortuna le Fancas ieri hanno dato il meglio di sè, inondandomi delle loro parole giunte con ogni mezzo che l'odierna tecnologia ci offre, riscattandosi alla grande da qualche defaillance degli ultimi anni..
[E poi grazie a tutti quanti, vicini e lontani, che in tantissimi mi hanno pensato.]
E mo' vi saluto, va', chè anche la voce del BigBoss di là dalla parete mi irrita un bel po'. Tra poco lo mollo.
Cià.
Quante volte nella vita abbiamo detto "mi manchi"?
Io tante. Se penso a tutte le volte in cui mi sono sentita in qualche modo incompleta, e per questo stranamente disorientata, beh, potrei contare le ore, metterle insieme e ne verrebbe fuori una "piccola vita". Ogni volta mi sento come se al mio corpo venisse meno un pezzetto e a volte non solo un pezzetto, ma addirittura un arto, un organo vitale, il cuore, le mani, la pancia. L'aria nei polmoni. Occhi spalancati nella notte. Silenzi che strillano. Vuoto così grande da riempire ogni singola cellula del corpo. Lacrime a fiumi o, viceversa, prosciugate da qualcosa di più violento, capace di bruciare ogni cosa.
Questo non è giusto. Non se questo vuoto non è bilanciato, a mio parere, da altrettante ore e minuti e secondi trascorsi a godere di una felicità seppur piccina, o almeno di serenità o benessere o tutte le varianti sul tema che si riescano ad immaginare. Ma non è sempre così. Non per tutti.
Ma il bilancio si fa alla fine,...o no??
[Immagino, adesso, un cornetto formato TIR pieno di Nutella che deborda dai lati, sporcandomi mani, labbra, naso. Gesùmmaria, che immensa goduria]
I Miss You - Incubus (1999)
To see you when I wake up
Is a gift I didn't think could be real.
To know that you feel the same as I do
Is a three-fold, utopian dream.
You do something to me that I can't explain.
So would I be out of line if I said
I miss you
I see your picture, I smell your skin on the empty pillow next to mine.
You have only been gone ten days, but already I'm wasting away.
I know I'll see you again
Whether far or soon.
But I need you to know that I care
And I miss you