Non un titolo a caso per un post altrettanto casuale, ma IL titolo di un film. USA, 1973. Regia di Sidney Pollack. Con Barbra Streisand e Robert Redford (quante "r", però, ci faccio caso solo adesso...).
Adagiata su un milione di cuscini, in una serata in cui, stranamente, la palpebra non calava ogni 10 secondi, impedendomi di capire alcunchè, ho snobbato senza alcuno scrupolo i vari Ballarò, i Mai dire.., e tutto il resto della programmazione televisiva per godermi questo autentico capolavoro. E come volevasi dimostrare, mi sono commossa ed emozionata. Avevo voglia e desiderio di abbandonarmi al più romantico dei polpettoni (attenzione, però, qui c'è della sostanza, della ciccia, e non solo trine e pizzi). Avevo voglia di commuovermi davvero, con tutto il trucco che colava dagli occhi e l'espressione sognante scolpita in volto. Avevo voglia di sentirmi vibrare. E allora, senza dubbio, Come eravamo. E qui c'è Robert Redford, e allora tutto è lecito, vale tutto, perchè un altro così non è poi così facile trovarlo. Sorride che sembra un sole e allora io, la bruttina che è Barbra, l'abbraccerei, perchè esulto e rido al posto suo, perchè è una gran donna, tosta e intelligente, ma impacciata e fragile di fronte al suo trofeo biondo. E lo adora. E lo conquista, con la sua buffa testa riccia. E poi la politica e la passione, e capelli e vestiti che madonnamia che delirio. E poi l'amore. E la sua fine. E allora: telefoni che non squillano, labbra serrate, stomaco chiuso, parole velenose che preparano il terreno a lunghi, interminabili silenzi. Il mio pallino, la mia fissazione: i distacchi, gli abbandoni, le distanze. [Ti prego puoi venire qui da me, non riesco a dormire - I can't sleep - e fazzoletti bagnati, inzuppati da un milione di lacrime, nel cuore della notte. Mani che tremano]. Le distanze che fanno male come coltelli, ma quando si colmano sono la cosa più bella del mondo. E le lacrime versate non contano più, e in un solo istante sono solo un ricordo. E ridi, ridi dentro e ti sembra davvero di avere 2 alucce d'oro dietro la schiena. Per ogni distacco, per ogni abbandono dovrebbe esserci sempre un momento così. Ritrovarsi. Affinchè il vuoto, il silenzio, la distanza trovino finalmente un senso.
Come eravamo. Noi.
Hoy me parece que...
...il sole sia rimasto lì, a Siviglia. Sconforto massimo. Stamattina, la Romagna è noiosa e triste. Come ieri, e l'altro ieri, sembra novembre e vengono giù milioni di gocce di pioggia grandi come olive e il cielo è nero e vien voglia di stare in casa a preparare torte di mele. O anche a fare altro, perchè no. (
) Ca**arola.
Quante e quali considerazioni potrei fare sulla mia visita lampo in terra spagnola, oggi, a freddo e con il muso lungo di chi soffre dietro la sua "inguardabile" scrivania?
Sob, la tentazione di boicottare il volo di ritorno e di rimanere lì in pianta stabile è stata forte. Mi immaginavo già con un bel fiore in fronte a ballare la Sevillana, in mezzo a folle di toreri (mmhh!) in costume e fiumi di Sangria e cofane di paella formato gigante. Mi immaginavo già come la reina de la immundicia (Regina della Monnezza), in perpetuo pellegrinaggio, ma con tanti piccoli azulejos a rincuorare la vista e riempire gli occhi. Sgrunt.
Mah, non so. Secondo me tutti a questo punto pubblicherebbero una bella foto artistica ed evocativa, testimonianza del viaggio e memoria delle belle sensazioni provate, ma io che sono pigra come un bradipo e veramente incapace di scattare foto decenti, vi lascio con una foto che a NESSUNO verrebbe mai in mente di pubblicare, dopo un viaggio in Spagna. Eccola.
Adiòs.

Dettaglio?? Eccolo qui...

SCHERZETTO! Posso fare di più (che pubblicare foto di cassonetti)...



Y mucho mas...
La Prestigiacomo all'Ambiente ???
[Clauu, lei è veramEnte faziOOOOOsa...]
Difficile fare peggio di Ska-Ska-Skanio, però secondo me lei...
Vado a riflettere, adiòs.
Perchè io non sono un'isola
Devo dire che di argomenti ne avrei tanti e tali da poter riempire molte pagine, però devo dire anche che l'intervento pertinentissimo dell'amato Squ al mio ultimo post mi ha inibito un po' nel riversare qui inutili psico-lamenti e di badare al concreto. E di questo lo ringrazio, sinceramente.
Perciò, dopo il primo smarrimento, ho deciso di passare all'azione, muovendomi su più fronti, sperando di farlo finalmente nel modo giusto e senza cercare alibi, nè farmi sconti, se non dovessi riuscire nell'impresa.
Pallido ottimismo all'orizzonte.
Perchè tu sì, lo sei
Le cose e le persone fanno riflettere. Gli amici anche. E poi ci sono gli amici, ma anche quelli che no, non sono amici. E anche quelli che credevi fossero amici, invece semplicemente facevano la loro strada e tu per caso l'hai incrociata, illudendoti di poterla fare insieme, quella stradina. Invece loro la facevano per conto loro e continuano a farla, guardandoti appena, e tu sei lì che li vedi passare, ma ti fanno un po' pena, perchè sono isole, isole vere. Oppure, come le conchiglie, fluttuano nel mondo nei loro gusci chiusi. Che pena. Mi fanno tristezza. Io a questa ragazza qui che mi sta di fronte e che non leggerà mai queste pagine glielo direi, che mi fa tristezza e che la sua indipendenza si è pian piano indurita ed è diventata individualismo e da lì il suo individualismo, la sua difesa estrema, è palesemente diventato egoismo e trapela insofferenza e rancore. La sua risata suona finta e un po' stonata, alle volte, la sua corazza è impenetrabile, il muro di cinta della sua roccaforte è talmente alto da risultare ormai invalicabile. A tutti. E io che la conosco un po' e che ho (ahimè) la sensibilità vibrante degli animali, delle fate e dei folletti, glielo leggo negli occhi. Io, a questa ragazza qui, voglio bene. Le ho voluto bene, e mi ha aiutato e sostenuto, come io ho aiutato e sostenuto e protetto lei, quando ne aveva bisogno. Credo che sia un terribile spreco, non riuscire a dare, nè ricevere, ma credo sia grave e quasi dannoso non volere farlo. Non averne voglia, interesse, intenzione.
Vedo la sua isoletta, che per un po' ho sfiorato, andare via in mezzo al mare. Mi fa un po' pena. Da qui, sembra solo una triste zatterina in mezzo all'oceano.