LIFE IS not EASY at all

ovvero: il manifesto del fanca-cinismo
lunedì, 28 aprile 2008

Sarà il ciclo (in arrivo)

Oggi tutto sembra avere un aspetto mortalmente, terribilmente diverso.

Io sono grigia, gli altri qui tutti abbronzati, o almeno un tantino coloriti.

Io ho lo sguardo spento, di chi in fondo soffre un po', o comunque non ha nulla per cui gioire davvero. Ho la voce àtona, lo slancio di un bradipo. Che bel quadretto.

Mi sembrano tutti così estranei...li guardo con gli occhi di chi si domanda che cavolo ci faccia qui. A condividere ore, giorni, mesi con persone che incrociano il mio mondo solo di striscio, per sbaglio. Fiuuuum.

C'è una luce bianca che cola sopra tutte le cose e le avvolge. Le occasioni per emozionarsi diventano così rare da sembrare ormai chimere e io sono stanca. Vorrei avere un fagottino attaccato ad un bastone e partire così, ciabatte infradito ai piedi, per un posto lontano e selvaggio. Dove il passato non esiste e il presente è tutto da assaporare. Il futuro non preoccupa, ma incuriosisce e affascina. I legami non esistono, la società non lega, gli obblighi non pesano. Le ferite non fanno male. Questo è il mio paradiso. La mia palma su una spiaggia bianchissima, di fronte ad un mare turchese.

E tu che mi hai ispirato tante parole, tu che sei sbucato dal nulla per provocarmi pensieri ed emozioni da pelle d'oca, neanche tu immagini il potere che è nelle tue mani. O forse lo ignori, volutamente. Beh, se le cose rotolano giù, come sassi lasciati cadere lungo il pendio , la colpa non è la mia, nè la tua, ma è delle cose. E io farò resistenza passiva, solo per non essere dimenticata. Che presunzione, pensare d'essere diversa.

Mi sa che quest'anno neanche la primavera ce la fa (a farmi ripigliare).

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categorie: in blue
martedì, 22 aprile 2008

Eccheccacchio

Avevo scritto un post del cavolo, per fortuna l'ho cancellato, perchè era proprio un bel po' stupido.

E adesso non so più che cavolo scrivere. C'ho il blocco. E' che nel frattempo è passato tipo un uragano sulla mia testa e mi si è aggrovigliato il cervello (che quindi è come un gomitolo, uhm).  

Vabbè, ciao.

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categorie: a ruota libera, aria di cazzeggio
giovedì, 17 aprile 2008

Mondi paralleli

E però un abbraccio io lo vorrei, mi basterebbe, o forse no, e allora poi ti chiederei di più, sciogliendomi, ma sarebbe tanto, e nella mia testa accarezzo già questa dolcissima ipotesi, mentre penso al momento in cui ti rivedrò e leggerò nei tuoi occhi sorpresa e soddisfazione e magari mi dirai che ti manco, come tu manchi a me in certe sere opache, in certi giorni senza fine, in certi assurdi momenti di questa vita.

E poi il tuo abbraccio caldissimo, di quelli che forse non mi hai mai dato, per paura, per diffidenza, perché la vita è assurda e il fato è strano. E a me invece gli abbracci piacciono tanto, perché sono sempre un inizio, una parentesi che apre e che chiude tutto quello che capita in mezzo, perché trasmettono energia e calore e il calore è vitale e indispensabile. Con gli occhi chiusi, rigorosamente, con le narici che sfiorano la pelle del collo e respirano l’odore profondo. Può dire così tanto, può essere davvero tutto.

Ecco, questo ti chiederei. Nient’altro, perché nient’altro ci è consentito e le cose vanno così come devono andare ed è inutile e impertinente questo continuo tornare. Perché pensare alle nostre alte maree è dolcissimo e doloroso, adesso che la bassa marea sembra non lasciare spazio ad altro che ad una consapevole serenità.

Te lo chiederei, ma non lo farò, perché non esisti, se non nella mia testa, dove c’è un mondo che non si spiega e non si racconta, perché fa parte delle favole e non è di questa Terra.

Te lo chiederei e tornerei ad essere l’adolescente emozionata e sognatrice che ero e che a volte ritrovo in me, tutte quelle volte che la donna che sono diventata smette di pensare e finalmente si abbandona. Tornerei a vivere.

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martedì, 15 aprile 2008

Una botta di vita

Che mi spinge a cambiare di nuovo il template ed i colori del blogghetto, ad abbandonare il nero e con lui tutto ciò che di cupo quest’inverno ha portato con sé a favore di un più allegro rosa [potenastyle], che mi spinge ad andare avanti e a “pensare positivo” [Io penso positivo, perché son vivo, perché son vivo – omaggio a Jovanotti. n.d.r.], anche se la testa è ancora concentrata sul faccione di B. che sogghigna. Inquietante.

 

Insomma, io non vedo l’ora di dimenticare questa triste parentesi elettorale e tornare ad occuparmi, in queste pagine, delle più rassicuranti questioni psico - sentimentali, che riempiono questo blog da quando esiste. I blogo-pipponi, insomma. I blogo – pipponi, son meglio di Berlusconi.

 

Amen.

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martedì, 15 aprile 2008

Il giorno dei sogni infranti

...e delle speranze deluse.

Mi sento parte di una minoranza, la gran parte degli italiani vede le cose in maniera molto diversa da come le vedo io, perciò prendere o lasciare, questa è la situazione. Prendere (accettare, adeguarsi??) o lasciare (il Paese).

La sconfitta è ancor più cocente perchè grande era stata la speranza che vi avevo e vi avevamo riposto. Walter non ci ha deluso e, anzi, ha ridato slancio e speranza a tanti, a tutti coloro che votavano ancora e non senza qualche dubbio a sinistra.

Credo di non riuscire a tollerare, oggi, il ghigno beffardo e di trionfo di Berlusconi e dei berluschini sparsi su tutto il territorio nazionale. Sento che potrei farmi salire il sangue al cervello, annebbiata dall'ira che tanto spesso (purtroppo) mi assale e mi fa perdere le staffe. Di brutto. Con la segretaria scema del mio capo, ad esempio, o con il collega che al posto del cervello ha una cipster, o con la ragazzotta dal corpo tonico in palestra, che l'unico pensiero che è in grado di sviluppare è come abbinare il colore dello smalto delle unghie all'ultimo modello di borsa di Gucci. Figurarsi...Alt, sto esagerando, sto perdendo decisamente il controllo, sono la solita radical-chic del cavolo, nel posto sbagliato, al momento sbagliato, che puntualmente sopravvaluta il prossimo, salvo poi doversi amaramente ricredere.  

Che rabbia però. E che questo blog sia il contenitore di questo orribile sentimento di non appartenenza, questa mattina.

[Rileggendo le mie parole, sconclusionate, un po' contorte e senza un filo logico, mi sono accorta che il grumo di rabbia che ho dentro fa ancora un po' fatica a sciogliersi...ahimè, me ne dolgo, ma oggi va così]

postato da: clauu alle ore 09:11 | link | commenti (1) | commenti (1)
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lunedì, 14 aprile 2008

Col fiato sospeso

...continuerò a fare tutte le cose, cosine e cosucce che ben si confanno ad un lunedì di lavoro come tanti.

E però, non è proprio esattamente "uno qualunque", questo lunedì. Ripenso a ieri e ripenso a me in quella cabina piccola e grigia, la cabina n°3, e quasi quasi quei 5 fogli colorati mi tremavano un po' tra le mani, mentre guardavo la selva di simbolini stampati su ciascuno e pensavo a quanto era importante e serissimo quello che stavo facendo (come ogni volta da quando voto, ma stavolta di più), a quanto era il caso che io non sovrapponessi quelle benedette schede, a quanto rumore facesse la punta della matita sul foglio mentre tracciavo la mia X, le mie XX.

E poi, quante donne. Tante tante. E pensavo che era troppo, troppo importante che ci fossero tutte, con le loro teste e il loro mondo e le loro borsette, le scarpe della domenica delle vecchiette. Pensavo alla dolcezza della mia super-nonna che malgrado tutto e nel giorno del suo compleanno, è andata a fare il suo dovere, con un fogliettino in tasca, per non sbagliare. Ma lei ha una testa supersonica e un cuore ancora più grande. Non ha sbagliato, non l'ha mai fatto.

Sarà una lunga giornata, quella di oggi. Ma una cosa la devo dire: non siamo tutti uguali, non sono tutti uguali e forse l'epoca di un qualunquismo ignorante e rassegnato è finita.

Buon lunedì.

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giovedì, 10 aprile 2008

Incursione romantica nei '60

 Legata a un granello di sabbia - Nico Fidenco (1961)

Ti voglio cullare, cullare
posandoti su un'onda del mare, del mare
legandoti a un granello di sabbia
così tu nella nebbia più fuggir non potrai
e accanto a me tu resterai.

Ti voglio tenere, tenere
legata con un raggio di sole, di sole
così col tuo calore la nebbia svanirà
e il tuo cuore riscaldarsi potrà
e mai più freddo sentirai.

Insolito salto nei '60 (per una che pende spudoratamente per gli '80)  ma così romaaaaaaaaaantico...

[La dedico a Bambascion che secondo me la conosce...:-)  e che, checchè lui stesso ne dica, è un vero "generatore". Di calore e di energie. Capisc'a me]

Buon week end elettorale a tutti e mi raccomando, VOTATE BENE. Votiamo bene.

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domenica, 06 aprile 2008

Settimana n° 1000

O per meglio dire “fine settimana n°1000”, trascorso in posizione orizzontale, ma in compagnia della più fedele delle creature che io conosca, la più presente e assidua di tutte: il mio mal di testa. È veramente singolare, lui TUTTI, e dico tutti i week-end decide di farmi compagnia. Gli piaccio proprio, eh.

Maledetto salmone. Sarà stato lui stavolta (si sa, è afrodisiaco).

Adesso confido nella medicina olistica. [che tocca fa’ pe’ campà] ed è la mia ultima spiaggia.

Avrei fatto bene a rimanere a Milano, giovedì. Ma sono tornata qui. Anzi. Avrei fatto bene a piazzarmi lì, alzare la cornetta e dire ciao ciao al mio capo grande, e a quello piccolo e a tutto il mio mondo fatto di poco altro, qui, e rimanere con la mia valigina e il mio mega beauty case a Milano. E buonanotte. Sono una pazza instabile e senza tregua, ma l’idea di fare l’ennesimo “salto” non mi ha soltanto sfiorato, ma si è davvero materializzata nella mia testa, solleticandomi un po’. E però la paura mi blocca. Come sabbie mobili. Più mi agito,mi muovo, reagisco in cerca di soluzioni, più rimango incatenata, aggrovigliata nell’immobilismo di una situazione che sembra eterna e senza sviluppi.

La mia salute, il mio lavoro, i miei affetti. Sembra che un equilibrio tra tutti non riesca davvero a crearsi. Qualcosa irrimediabilmente sfugge al controllo.

E però  questo mi sfibra, mi rovina, mi sfianca e destabilizza. Quest’anno ho visto i miei primi capelli bianchi. Giuro, l’impatto su una chioma naturalmente nerissima è devastante. Ho strillato davvero quando ho visto il primo filino d’argento tra i capelli. Ma strillato come un’aquila, proprio.

Ho un poster in casa. È la foto di un ponte sull’Arno, a Firenze, sul quale qualcuno più cinico e inquieto di me ha scritto “I AM LOSING TIME”. Così. Una frase apparentemente semplice, scritta sull’argine di un fiume. Eppure così terribilmente vera. Urgente. Ogni volta che lo sguardo si posa su quel poster (che ormai è un manifesto, anzi il mio Manifesto), penso che ho quasi 32 anni e una maledetta fretta mi si è incollata addosso, mi sembra di aver sprecato e di sprecare ancora i miei momenti d’oro, la mia adolescenza inoltrata (o acerba maturità, a seconda dei punti di vista) in modi incomprensibili. È come rimanere fermi sulla banchina, accanto ai binari, mentre uno, due, tre, cento treni passano, vanno via ed io non riesco ad afferrarne neanche uno. Nemmeno uno. Immobile come una statua di sale.

Un aspetto sano e rotondo, un sorriso compiacente, una gentilezza sincera non fanno di me una persona “bella” e serena. Adesso mi sento dentro un groviglio di aspettative deluse. Ho un lavoro bello, gratificante, ma il dubbio che la mia strada non sia neanche questa mi attraversa ancora. Una vita non è fatta di solo lavoro, né di sola realizzazione di sé come professionista (parolone). C’è anche altro. E la sensazione che “per me” ci sia anche altro, altrove da qui è forte. La musica, l’arte, territori inesplorati, che richiedono tanto troppo coraggio per essere veramente indagati. Un po’ di follia e di incoscienza sarebbero richieste, perché il salto sarebbe, questo sì, davvero nel buio. 

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martedì, 01 aprile 2008

Praticamente la Principessa sul Pisello (ma lo sapevo già)

E anche voi lo sapevate già.

Però adesso...DI PIù.

Dopo circa un anno e mezzo di dolori e sofferenza, collo incriccato, notti insonni, in cui mi sono rivoltata e rigirata come un anguilla in un letto (secondo me) troppo rigido, ho finalmente cambiato materasso a favore di un fantastico TEMPUR, in grado di ammortizzare senza sforzo alcuno, anche il peso del mio B-side (ma che eleganza per descrivere un culo "importante"!). Sembra di dormire su una nuvola (mi sento un po' Memole).

Signori, ho avuto la prova definitiva che sono una cavolo di Principessa sul Pisello all'ultimo stadio, una specie di signorina gnè-gnè senza alcuna possibilità di redenzione. Amici, parenti & affini lo sanno, ECCOME. Io che sono allergica ad ogni parvenza di sacco a pelo, materassino, campeggio, accampamento di ogni forma e genere. Io che vado in giro con un beauty-case grande come un trolley e con un trolley pieno come un TIR (anche se solo per un week-end). E qui l'elenco delle mie psico-manie principesche si potrebbe allungare all'infinito...

Ciò detto, è con grande orgoglio e somma fierezza che concludo con un: QUANTO è FICO IL MIO MATERASSO.

[E' grave lo so, ma ormai è tardi]

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categorie: la sgallettata che è in me, aria di cazzeggio